Lo sguardo è da sempre un componente essenziale dell’espressività, della personalità e del fascino. Ci sono personaggi che hanno costruito una carriera anche su questo connotato. Tra gli esempi più emblematici c’è il mitico Paul Newman, il divo dagli occhi di ghiaccio, o il più contemporaneo Harry Styles ex One Direction, eletto l’uomo dagli occhi più belli al mondo. In sostanza, il proverbiale “specchio dell’anima” è un segno distintivo e un biglietto da visita molto efficace. Quali sono però i colori degli occhi rari o particolari che vincono in assoluto il primo premio? Vediamolo insieme e scopriamo anche qualche dettaglio intrigante sull’argomento.

Protagonista la melanina

Ciò che determina il colore degli occhi rari o più comuni è la melanina nell’iride, la stessa che influenza l’abbronzatura e il fototipo della pelle. In pratica, tanta melanina uguale occhi scuri, poca melanina uguale occhi chiari. Tinte e sfumature però non dipendono solo dalla quantità del pigmento. Ciò che conta infatti è pure la sua qualità o combinazione con altre sostanze. Questa sorta di “tavolozza” genetica spazia in uno spettro cromatico tra giallo, castano, rosso e nero.

La classifica dei colori degli occhi rari

Il colore degli occhi rari in cima alla classifica è il verde. In generale infatti si stima che solo il 2% della popolazione mondiale lo possieda. Tuttavia questo dato è dibattuto e conteso con il nero, o tonalità che lo sono quasi del tutto. Si parla dunque di una peculiarità che coinvolge appena l’1% delle persone a livello planetario. Su questa percentuale si attesta anche chi ha l’eterocromia, cioè occhi di due colori diversi per un’innocua ma scenografica anomalia.

Gli occhi marroni sono invece i più diffusi, perché accomunano oltre il 55% degli esseri umani sulla Terra. Il verde è così singolare perché si ottiene dal mix tra la melanina, che è marrone, e il lipocromo, di colore giallo. Definire però quali sono i colori degli occhi rari è comunque relativo. Ad esempio, in Europa settentrionale e centrale, quelli che condividono gli occhi verdi sono oltre l’85% degli individui. Bisogna poi aggiungere l’appartenenza a una fascia etnica. Ci sono poi ancora gli occhi grigi o ambrati. Questi ultimi non vanno confusi con gli occhi gialli, spesso determinati da patologie e non da pigmenti colorati.

Tra i colori degli occhi rari spiccano quelli degli abitanti dell’isola di Buton, in Indonesia, dove un’intera tribù condivide una particolare sfumatura di blu. Si pensa si tratti di una sorta di mutazione chiamata sindrome di Waardenburg. Per finire esistono gli occhi rossi, i quali sono soltanto la conseguenza dell’albinismo. La pelle più sottile, chiara o diafana lascia intravedere i capillari sanguigni e crea lo strano effetto rosato.

Perché e come cambia lo sguardo

I colori degli occhi rari, almeno quelli ritenuti tali, a volte è solo frutto di un “inganno”. Ad esempio Liz Taylor, la diva dagli occhi viola, in realtà li aveva “solo blu”. Però il giusto make-up e giochi di luci, ne esaltavano e creavano la sfumatura che l’ha resa celebre. Inoltre c’è il compianto David Bowie, il quale solo apparentemente sembrava avere l’eterocromia. Infatti, per un incidente giovanile, il Duca Bianco aveva semplicemente un danno pupillare e occhi con diversa dilatazione.

Inoltre gli occhi cambiano pure nel corso della vita o per specifiche circostanze. I neonati hanno spesso occhi chiari nei primi mesi. Stile di vita, malattie e umore influenzano e modificano la tinta dello sguardo. Lo stato d’animo ad esempio dilata o restringe la pupilla, facendo apparire il pigmento in modo differente sotto la luce.