L’emicrania da affaticamento visivo, o emicrania oftalmica, è una condizione in cui il mal di testa è strettamente collegato a disturbi o stress agli occhi. Nella maggior parte dei casi è trattabile o risolvibile intervenendo sul problema o deficit visivo. Oggi ne parleremo in modo specifico e scopriremo come attenuarla, principalmente tramite l’uso degli adeguati occhiali da vista.
Un po’ di chiarezza sull’emicrania da affaticamento visivo
Quando si parla di emicrania da affaticamento visivo è facile cadere in errore. Infatti spesso la si confonde con diverse forme di cefalea che scatenano problemi alla vista e di tipo neurologico. I sintomi più comuni sono quindi:
- Lampi di luce negli occhi
- Fotofobia
- Vista offuscata
- Vertigini
- Nausea
- Visione di macchie nel campo visivo (scotomi)
Tali circostanze rendono difficile, se non addirittura impossibile, compiere azioni quotidiane come leggere, guidare, lavorare al pc. La sostanziale differenza sta nel fatto che nell’emicrania di tipo vascolare, tensivo o di altro genere, i disturbi visivi sono una conseguenza della condizione primaria. Invece nell’emicrania da affaticamento visivo, quest’ultima è l’effetto di un super lavoro degli occhi e dunque il segnale di un problema o malessere visivo.
Esiste tuttavia un altro genere di cefalea di origine oftalmico, vale a dire l’emicrania retinica. Si tratta di un disturbo abbastanza raro che ha come sintomo principale il dolore retro oculare. Le cause possono essere: un’ischemia emicranica o ipercontrazioni dei vasi retinici. Rispetto alla comune emicrania da affaticamento visivo, le conseguenze a volte sono invalidanti con cecità permanente da un solo occhio. La tempestività nella diagnosi e nell’intervento è determinante per scongiurare danni irreversibili.
Cosa causa e come riconoscere la cefalea oftalmica
Un mal di testa è un mal di testa, giusto? Eppure ci sono piccoli dettagli che aiutano a distinguere un disturbo dall’altro e in particolare l’emicrania da affaticamento visivo da quelle derivanti da altre cause fisiologiche. Nel dettaglio, le diverse forme di cefalea scaturiscono o peggiorano a causa di:
- Problemi neurologici
- Lupus sistemico
- Ipertensione o ipoglicemia
- Anemia falciforme
- Disidratazione
- Caldo eccessivo
- Fumo
In una certa misura esiste perfino una predisposizione genetica e familiare. Al contrario, nell’emicrania da affaticamento visivo, l’origine è principalmente l’astenopia, cioè lo stress oculare. Ciò accade oggi più che in passato per la sovra stimolazione da device digitali. In molti altri casi la radice del problema sta in deficit del visus non diagnosticati o non corretti adeguatamente. I più comuni sono dunque: miopia, ipermetropia, presbiopia e astigmatismo. Più raramente, l’astenopia sta in forme di strabismo latente.
Come si cura l’emicrania da affaticamento visivo?
Come abbiamo detto, la più evidente differenza tra emicrania da affaticamento visivo e gli altri tipi di cefalea, sta nel nesso causa/effetto. Ne deriva dunque che cambia pure l’approccio nel trattare il problema. Nelle cefalee infatti si impiegano farmaci quali: analgesici, antinfiammatori, betabloccanti, calcio antagonisti o vasocostrittori. Molto utile è anche adottare strategie e stili di vita più indicati. Si consiglia quindi di non fumare, di non bere alcolici e di ridurre l’uso di dispositivi elettronici. Essenziale è anche allestire un ambiente con illuminazione adeguata e regolare luminosità dello schermo.
Quando invece si diagnostica l’emicrania da affaticamento visivo, la prima soluzione è di tipo oftalmico. La visita oculistica e il test della vista sono in pratica fondamentali per determinare il percorso di cura. Questo può essere nient’altro che l’uso di adeguati dispositivi correttivi, cioè occhiali da vista adatti al proprio deficit visivo.

