La categoria occhiali sport estremi copre un’ampia gamma di prodotti e soluzioni. Infatti, per “sport estremi” non si intendono necessariamente e solo le discipline che implicano una componente di rischio. Le attività che immediatamente si associano a questi contesti sono ad esempio: il free climbing, il kitesurf, l’alpinismo, lo sci nordico, lo sci d’acqua, il parkour, lo snowboard e il motociclismo. Tuttavia ci sono diversi altri sport che hanno simili requisiti, non tanto per la relativa pericolosità nel praticarli, ma per il consistente impegno fisico a cui espongono.

Da questo punto di vista dunque si possono aggiungere alla lista pure il running, il windsurf, il triathlon, la mountain bike, il ciclismo e molti altri. Ciò che li accomuna è lo svolgersi all’aperto, in diverse condizioni meteorologiche e l’esigenza di poter contare su una visione ottimale in ogni situazione. Scopriamo allora i criteri per scegliere occhiali per sport estremi più adatti alle proprie esigenze.

Che fine hanno fatto le lenti a contatto?

Riflettendoci potrebbe sembrare strano che esista la categoria occhiali sport estremi considerato che adesso si possono scegliere le più confortevoli lenti a contatto. Infatti, in molte attività come le discipline da combattimento e altre da contatto come il rugby, questi dispositivi risolvono parecchi problemi. Tuttavia come detto, l’elemento comune è l’ambientazione in esterno, quindi non basta correggere deficit visivi, ma bisogna pure difendersi dagli elementi di disturbo atmosferici. Ecco perché le montature spesso sono preferite in sport come tennis e golf o ad esempio quando non è consigliabile nuotare con le lenti a contatto.

Lenti e montature per occhiali sport estremi

Che la location sia l’alta montagna, il deserto, la pianura, il mare o una pista d’asfalto, scegliere occhiali sport estremi si riassume in due fattori, si tratta delle montature e delle lenti.

Montature. La soluzione più versatile sta nelle strutture polivalenti, capaci cioè di fornire ottime prestazioni a prescindere dal clima freddo o caldo. Inoltre, devono essere avvolgenti, così da proteggere gli occhi da polvere, vento, neve, acqua o sabbia. Altro dettaglio importante è la grandezza, o meglio lo spessore. Infatti, le montature migliori sono quelle più sottili, che si indossano comodamente anche sotto un casco, un berretto di lana o un passamontagna. C’è bisogno ancora che siano ventilate, per impedire formazione di condensa e fastidioso appannamento. Per finire, in caso di attività acquatiche, una buona idea è optare per materiali galleggianti, in modo da poter essere ripescate facilmente, in caso sfuggano dal viso.

Lenti. Qui si apre davvero un mondo. Nell’immaginario collettivo gli occhiali sport estremi sono automaticamente quelli da sole. Questa però è una ipersemplificazione di quelle che sono le prestazioni necessarie. Certo, la protezione dai raggi UV è essenziale, ma a chi pratica discipline outdoor serve molto altro. Ad esempio, chi scia o va in barca ha bisogno di lenti polarizzate che eliminino il riverbero su superfici riflettenti come l’acqua o la neve. Restando poi in alta quota, sono estremamente preziosi i modelli capaci di migliorare i contrasti e permettere una visione ottimale dei dettagli più definiti. E le fotocromatiche? Sono le migliori amiche di chi corre a piedi o va in moto. Infatti, in entrambe queste attività ci possono essere continui cambiamenti di luminosità. Sono quindi necessarie lenti che si adattano immediatamente alla luce accecante così come alle nuvole e all’ombra.