I portatori di occhiali da vista, spesso vorrebbero abbandonare le montature per altri dispositivi oculistici, ma non lo fanno anche per via di questo “incubo ricorrente”. La lente a contatto persa nell’occhio è però un inconveniente che può capitare pure a chi non è affatto un neofita. Cosa fare quindi se succede una cosa del genere? La prima cosa ovviamente è non farsi prendere dal panico.

Infatti, anche se può sembrare qualcosa di cui spaventarsi, la lente a contatto persa nell’occhio non causa alcun danno, se viene rimossa entro le 24 ore. Discorso diverso è se la posizione dell’oggetto procura un disagio difficile da tollerare. Ciò si verifica quando la lente a contatto si piega su se stessa, prendendo spessore o capovolgendosi. In questi casi è addirittura visibile come una piccola protuberanza. Vediamo quindi come risolvere il problema.

Come procedere in autonomia

Pur avendo una lente a contatto persa nell’occhio, a volte non si percepisce alcun fastidio. Se non è più al suo posto, la prima cosa da fare dunque è controllare se è caduta nei paraggi. Niente da fare? Ok, per fortuna, nella maggior parte dei casi, la lente a contatto ritorna in asse da sola. Basta infatti dirigere lo sguardo nelle varie direzioni, cercando di farla muovere e scivolare. Si ottiene così un automatico riposizionamento sulla cornea. Altre volte però la situazione è più complicata.

Si può intervenire in autonomia, con delle semplici manovre da effettuare davanti allo specchio. Chi utilizza da poco le lenti a contatto può avere qualche remora a manipolare e toccare occhi e palpebre. Anche in questo caso basta un po’ di pratica e diventerà una procedura quotidiana.

Innanzi tutto sfatiamo una leggenda metropolitana, le lenti a contatto non possono finire dietro il bulbo oculare. I muscoli, i tessuti della mucosa e la congiuntiva, sono una barriera invalicabile per ogni corpo estraneo. Quindi molto probabilmente la lente a contatto si trova sotto la palpebra inferiore o superiore. Prima di cominciare bisogna lavarsi bene le mani. A questo punto si solleva la palpebra, muovendo l’occhio e aspettando che la lente si sposti, per poi rimuoverla.

Se non succede nulla, di sicuro è perché la lente si è “incollata” creando un effetto ventosa. Evitare di massaggiare l’occhio chiuso nel tentativo di sbloccarla. Questa azione può causare abrasioni e irritazioni. Molto meglio applicare un collirio per ridurre l’attrito e ripetere le operazioni con delicatezza. Qualora neppure questo funzioni, bisogna rivolgersi ad un oculista o ad un contattologo il prima possibile.

Perché capita di trovarsi con una lente a contatto persa nell’occhio?

Come dicevamo, un disguido ogni tanto può capitare a chiunque. A qualcuno però succede più spesso di altri di ritrovarsi con una lente a contatto persa nell’occhio. Le ragioni più comuni sono:

Dormire senza toglierle. Si tratta dell’errore più frequente, ma per alcuni è anche una pessima abitudine. A volte accade per una combinazione di stanchezza e dimenticanza, magari addormentandosi davanti alla televisione. Meglio allora prevenire e indossare gli occhiali da vista quando ci si mette comodi. In questo modo si evitano spiacevoli e scomodi risvegli.

Strofinarsi spesso gli occhi. Se si lavora a casa, durante le lunghe sedute davanti al pc, conviene utilizzare gli occhiali da vista. Ovviamente c’è chi usa le lenti a contatto in ufficio. Quindi dopo una giornata di lavoro fissando uno schermo, il bruciore porta a “grattarsi”. Invece di cercare sollievo in questo modo, è meglio usare del collirio con sostanze lenitive per attenuare l’effetto.

Secchezza oculare. In condizioni di naturale umidità della cornea, il rischio della lente a contatto persa nell’occhio è molto remoto. Invece con il bulbo disidratato, la lente tende a incollarsi oppure a spostarsi, restando fuori asse. La soluzione è utilizzare lacrime artificiali per ripristinare il film lacrimale, integrando anche l’acqua che si beve.